Confinamento dinamico

Confinamento dinamico

Nel caso in cui ci fosse il normale svolgimento delle attività, nella zona attinente a quella di bonifica è buona norma quella di creare una zona neutra non accessibile a estranei, tra l’area di bonifica e le altre aree.
Prima di intervenire sui materiali contenenti amianto occorre liberare le aree di tutti gli arredi e le attrezzature mobili, disattivare l’impianto elettrico e escludere localmente il sistema di ventilazione sigillando anche le bocchette dell’aria. Il pavimento e le pareti devono essere rivestiti con teli di polietilene: quello del pavimento deve risalire sulle pareti per almeno 50 cm.
Inoltre i materiali contenenti amianto vanno raccolti in doppi contenitori ed imballati separatamente i materiali taglienti. L’uso del doppio contenitore è molto importante perché, mentre il primo contiene materiale rimosso all’interno del cantiere, il secondo non deve mai essere portato all’interno dell’area di lavoro (così da non consentire alle fibre di amianto attaccate all’esterno del primo contenitore di disperdersi nell’ambiente).

Allestimento della zona confinata
Se il cantiere è all’aperto, il confinamento statico viene effettuato con due teli ignifughi di polietilene separabili a parete e tre a terra sigillati completamente con nastro adesivo o collanti; se invece il cantiere è circondato da mura si avrà solo un telo applicato alle pareti e al soffitto.
Il cantiere confinato viene trasformato in una scatola ermetica dove ci sono soltanto due vie di comunicazione con l’esterno:l’unità di decontaminazione del personale (UDP) e dei materiali (UDM). La prima è formata da uno spogliatoio, una chiusa d’aria, un locale doccia e uno spogliatoio per gli abiti da lavoro (è consigliabile una seconda chiusa d’aria tra gli ultimi due locali); quindi da un corridoio di accesso al cantiere. La UDM è formata da un locale di deposito e aspirazioni sacchi, un locale vasca per il lavaggio sacchi e un locale per il secondo insaccamento. Deve esistere almeno un’uscita di sicurezza dallo stesso e comunque vanno previste vie di fuga.

L’attivazione del confinamento dinamico testa la capacità di tenuta del cantiere vale a dire che viene collaudato il cantiere mediante le seguenti prove di tenuta:
a) Prova della tenuta con fumogeni
L’area di lavoro deve essere saturata con un fumogeno al fine di osservare, dall’esterno del cantiere, le eventuali fuoriuscite di fumo.
Tutte le eventuali falle individuate vanno sigillate dall’interno.
Accendendo il depressore si verifica la sufficienza del ricambio d’aria calcolando il tempo di estrazione del fumo.
b) Collaudo della depressione
Il collaudo della depressione può essere effettuato, secondo quanto previsto dal D.M. 6 settembre 1994, con un manometro differenziale, munito di due sonde che vengono collaudate una all’interno e l’altra all’esterno dell’area di lavoro. Con i depressori la pressione interna è mantenuta ad un valore tale da impedire alle fibre di uscire all’esterno attraverso qualsiasi tipo di via di fuga. I depressori devono garantire almeno sei ricambi d’aria/ora ed essere dotati di un filtro assoluto che blocca le fibre in uscita

Procedura di entrata nella zona confinata
Per entrare nella zona confinata occorre indossare i dpi assicurandosi prima della loro efficienza. In particolare verificare che la maschera funzioni vuol dire controllare la carica della batteria e che il filtro non sia intasato. Il respiratore deve creare anche una pressione positiva tra il viso e la maschera in modo che l’aria possa uscire verso la zona più inquinata. Nello spogliatoio vengono indossati gli indumenti da lavoro e i dpi, tenendo separati gli abiti civili.