Amianto negli elicotteri dello Stato

Amianto negli elicotteri dello Stato: e sui rischi per la salute resta il mistero

TORINO – C’è amianto in alcuni componenti degli elicotteri AugustaWestland usati dalle forze armate italiane e dai corpi dello Stato, ma «si ritiene improbabile un apprezzabile rilascio delle fibre nell’aria», ciò che metterebbe in serio pericolo la salute degli addetti alla manutenzione e del personale di volo. La consulenza tecnica della Procura di Torino, appena depositata, non chiude però il caso aperto dall’ultima inchiesta di Raffaele Guariniello ed ereditata dal pm Alessandro Aghemo. Per avere dubbi, bastano le parole scritte nel documento, firmato da Francesco Parisi e Francesca Ferrucciu, del laboratorio e servizi chimici dell’agenzia delle Dogane: «Non si dispone di elementi per valutare se le condizioni d’uso di tali componenti possano determinare la dispersione nell’aria di fibre di amianto, con conseguente potenziale esposizione del personale addetto».

Analisi sui pezzi nuovi

Le analisi sono state fatte solo su pezzi nuovi presi dal magazzino, «mai utilizzati»: era l’unico modo -— è la spiegazione — per poter rintracciare la ditta fornitrice e il numero di fornitura. Ma nessun esame su componenti sottoposti all’usura del servizio. Ed è lì, che il buon senso autorizza cattivi pensieri. Non v’è invece dubbio, che 11 pezzi sui 53 analizzati nel laboratorio Amianto – Diati del politecnico di Torino contengano fibre. «La positività per la loro presenza ha interessato i reperti prelevati presso l’Esercito italiano, l’Aeronautica militare, la Marina militare, il Corpo forestale e la Polizia di Stato». Le analisi sono state fatte con i crismi dell’accertamento irripetibile, cioè alla presenza dei consulenti delle parti.

Guarnizioni nei motori

Tra i componenti sospetti, c’erano «guarnizioni nei motori e nei ceppi frenanti dei rotori». Manca però la scientifica certezza, ma solo su pezzi «inutilizzati», che le fibre di amianto possano disperdersi nell’aria e, quindi, essere dannose per la salute. Ora toccherà al pm, cui non resta che conferire un supplemento di indagine o andare verso l’archiviazione.

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